…tanto per passare il tempo

sabato 21 giugno 2008 at 9:35 4 commenti

Nelle pagine personali di LUIGI WALKER arriva un lavoro di Luca Ferrari.

Il luogo affrontato dall’autore è piuttosto frequentato: si tratta di quel paesaggio urbano marginale fatto di orti più o meno abusivi. Gli orti sono al tempo stesso metafore esistenziali, basti per questo pensare al recente film francese Il mio amico giardiniere, ed occasione di socializzazione per individui nostalgici dei loro giovanili tempi contadini. Sarebbe stato quindi piuttosto facile imbastire un bel reportage “umanista” a colpi di visi solcati dalle rughe del tempo, mani consumate dal lavoro, arredamenti improbabili di casotti stentati e via così a cavallo tra un mal digerito Neorealismo e la mitizzazione del fotogiornalismo d’antan.

Luca sceglie invece di scomporre l’esperienza in tasselli inessenziali, dove persino le persone riprese faticano ad entrare, per poi ricomporla con un montaggio tutto giocato sulle associazioni d’idee. Il risultato è un piccolo quaderno d’appunti e contrappunti. Una musica interrotta da brevi silenzi bianchi che segnano i passaggi di temperatura e pensiero.

Non mi resta quindi che invitare a cliccare sulla fotografia qui sotto ed augurare: “buon ascolto”.

...tanto per passare il tempo

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4 commenti

  • 1. ornella  |  lunedì 23 giugno 2008 alle 22:47

    forse succede solo a me…ma alcuni dittici restano mono. Ad esempio quello dei piedi dell’uomo che calpesta la gomma verde, quello della donna in rosso, quello dell’uomo con il secchio in mano..
    Le foto e gli abbinamenti sono suggestivi e evocatori. A me sembra però un lavoro incompleto…non so…manca qualcosa, forse il ontesto.
    Una per una sono bellissime…come discorso ti lasciano con la voglia di proseguire.

  • 2. dario benedetto  |  martedì 24 giugno 2008 alle 15:31

    bravissimo Luca ferrari, ha colto dalle pagine di nuto revelli un bellissimo disegno del tempo.
    fotografo decisamente sensibile e leggero.
    I miei vivi complimenti.

  • 3. luigiwalker  |  martedì 24 giugno 2008 alle 21:28

    Grazie del tuo commento Ornella.
    Hai visto alcune pagine con una sola fotografia perché il lavoro è concepito così, con delle pause rappresentate da spazi bianchi.
    Prova e rivederlo come un quaderno e forse potrebbe darti un’impressione più unitaria e completa.

    Grazie ancora e alla prossima.

  • 4. luigiwalker  |  martedì 24 giugno 2008 alle 21:31

    Caro Dario,
    ti ringrazio della visione e dei complimenti. Li passerò all’autore.

    A presto.


 

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