Posts filed under 'Autori'

Boxeurs

Sono sudati, i volti tumefatti.
Escono da un nero senza speranza i boxeurs di Fabien Breuil.
Nelle pagine personali di LUIGI WALKER arriva un lavoro, ancora in corso, denso di umanità rappresa. Si capisce subito che questi atleti sono lo specchio dell’autore. Condivide con essi la stessa volontà di lottare, cadere e rialzarsi. Nei loro occhi c’è determinazione. Tuttavia hanno un qualcosa che li rende immuni dalla violenza cieca. In quegli sguardi si legge intensità, sensibilità. Sono esseri umani come tutti gli altri, ma  hanno scelto di mettere tra loro e la vita un corpo preparato a tutto.
Intelligentemente Breuil si trattiene dal cantare le lodi di questi pugili. Non mette in scena dei replicanti di Rocky Balboa e non strizza l’occhio al machismo sessista. In questo senso, l’autore dimostra di aver assorbito la lezione di August Sander: l’impassibilità partecipe ovvero saper osservare con tutta l’empatia possibile, ma senza farsene accecare.

Cliccate sulla fotografia qui sotto e buona visione!

Boxeurs
©2008 Fabien Breuil

4 comments Martedì 8 Luglio 2008

Un “fratello della notte”

Segnalo un autore tedesco che sento molto vicino nell’osservazione dell’ambiente urbano notturno. Si tratta di Simon Menner ed il suo lavoro che più ho apprezzato è Nameless Streets.

©2005 Simon Menner

Devo la sua conoscenza al blog di Andy Frazer, il quale dichiara a sua volta un debito con il blog di Colberg. Trovo che una cosa veramente meravigliosa della rete sia proprio questo tam tam virtuoso che consente di superare le barriere delle lobby locali e delle consorterie mediatiche.

2 comments Lunedì 7 Luglio 2008

UGO MULAS a colori?

©2008 Fulvio Bortolozzo

Come ogni saga che si rispetti, eccoci approdati al terzo episodio espositivo dedicato all’opera di Ugo Mulas. Stavolta la sede è la GAM di Torino, dove confluiscono le mostre di Milano e Roma.

©2008 Fulvio Bortolozzo

In occasione dell’evento, il direttore Castagnoli ha annunciato alla stampa una “chicca” esclusiva: Ugo Mulas a colori! Devo dire che la cosa mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. È come se mi venisse detto che esiste un Luigi Ghirri in bianco e nero. Mi sono quindi addentrato nell’esposizione pieno di aspettative.

Gianni Berengo Gardin. ©2008 Fulvio Bortolozzo

La prima fotografia esposta non è di Mulas, ma di Gianni Berengo Gardin: un ritratto di Ugo colto al volo tra la folla che mette in evidenza il suo volto pasoliniano. Ho però potuto osservare con quale nobile indifferenza Berengo sia passato davanti alla sua opera, per andare invece a riguardare con grande attenzione quelle di Mulas.

©2008 Fulvio Bortolozzo

Proseguendo nella visita, ho avuto la sensazione di guardare l’antologica di un fotografo diverso da quello che il PAC di Milano mi aveva svelato. Mi spiego, la mostra milanese aveva un’impostazione più orientata a divulgare la metodologia del fotografo. Per esempio: accanto a tutta una serie di immagini conosciute venivano presentati gli ingrandimenti delle provinature da cui erano state estratte. Questo accorgimento espositivo consentiva di “leggere” il percorso di Mulas. Ci si poteva ben accorgere come dai primi esiti in stile reportagistico classico  l’autore fosse passato a scelte più comportamentali di stile concettuale. Cose queste che la singola fotografia nasconde. Certo, ci vuole da parte del curatore e del pubblico un approccio “fotografico” al tema, cosa purtroppo rara in contesti di arte contemporanea.

©2008 Fulvio Bortolozzo

La mostra al piano interrato si conclude con la canonica presentazione delle Verifiche ultima tappa fondamentale del percorso artistico di Mulas. Con questo lavoro, Ugo esce definitivamente dal contesto meramente “fotografico”, almeno così com’era vissuto negli anni ‘60 e ‘70 in Italia, ed assurge all’attenzione dell’arte contemporanea. In altre parole dal bruco fotografo era nata la farfalla artista.

©2008 Fulvio Bortolozzo

Va detto per inciso che, a parte l’episodio isolato di un Mario Giacomelli, il quale ricevette la patente artistica direttamente dal mitico John Szarkowski del MoMA, si dovrà purtroppo aspettare l’arrivo di Luigi Ghirri per veder celebrato nel nostro paese un fotografo come artista, senza che quest’ultimo abbia prima dovuto fotografare molti pittori, scultori e le loro tante opere.

Diapositiva 6x6

Ma il MULAS A COLORI?
Bisogna tornare al piano rialzato ed entrare nella seconda sezione della mostra. Qui sono radunati gli “sperimentalismi”, che però separati dal percorso complessivo dell’autore risultano un po’ troppo accorpati. Quasi fossero le interruzioni “rigeneranti” della vita di un professionista, piuttosto che lo sviluppo del pensiero di un artista. Al termine della sezione finalmente appaiono delle stanze tutte nere con delle luminose miniature policrome allineate sulle pareti. Si tratta di riproduzioni a contatto delle diapositive 6×6 (ed una 6×9…) selezionate dall’archivio di Ugo Mulas.

©2008 Fulvio Bortolozzo

Ho guardato e riguardato le immagini, senza capire cosa avessero di così eccezionale. Ai miei occhi sono oneste produzioni professionali a chiaro utilizzo prevalentemente editoriale e promozionale. Nel catalogo ad esse dedicato dalla GAM, splendidamente stampato da Electa, si vedono ancor meglio che in mostra. Nonostante questo, il mio parere non è mutato.

©2008 Fulvio Bortolozzo

Un poco deluso, sono tornato sui miei passi. In sintesi, posso senz’altro consigliare al pubblico torinese di visitare la mostra, in specie se non si sono viste le antecedenti milanesi e romane e nonostante sia stata programmata nell’infelice periodo stagionale riservato alle “mostre-ponte”. L’avrei certamente vista meglio al posto di quella “Fabre e l’Italia“, che tanto dev’essere piaciuta all’ambiente cittadino più tradizionalista. Se invece si viene da lontano proprio per vedere i “colori di Mulas”, direi che sfogliare il bel catalogo in qualche libreria vicino a casa sia un’esperienza più che sufficiente.


Controverifica

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UGO MULAS, LA SCENA DELL’ARTE

Periodo: 25 giugno – 19 ottobre 2008
Sede: GAM, via Magenta 31, Torino
Orario: tutti i giorni 10.00-18.00; chiuso il lunedì.
Biglietto: 7,50 Euro intero; 6,00 Euro ridotto.
(Gratuito il primo martedì del mese)
Catalogo: Electa, al bookshop.
Info: +39 011 442 9518; www.gamtorino.it

2 comments Giovedì 26 Giugno 2008

…tanto per passare il tempo

Nelle pagine personali di LUIGI WALKER arriva un lavoro di Luca Ferrari.

Il luogo affrontato dall’autore è piuttosto frequentato: si tratta di quel paesaggio urbano marginale fatto di orti più o meno abusivi. Gli orti sono al tempo stesso metafore esistenziali, basti per questo pensare al recente film francese Il mio amico giardiniere, ed occasione di socializzazione per individui nostalgici dei loro giovanili tempi contadini. Sarebbe stato quindi piuttosto facile imbastire un bel reportage “umanista” a colpi di visi solcati dalle rughe del tempo, mani consumate dal lavoro, arredamenti improbabili di casotti stentati e via così a cavallo tra un mal digerito Neorealismo e la mitizzazione del fotogiornalismo d’antan.

Luca sceglie invece di scomporre l’esperienza in tasselli inessenziali, dove persino le persone riprese faticano ad entrare, per poi ricomporla con un montaggio tutto giocato sulle associazioni d’idee. Il risultato è un piccolo quaderno d’appunti e contrappunti. Una musica interrotta da brevi silenzi bianchi che segnano i passaggi di temperatura e pensiero.

Non mi resta quindi che invitare a cliccare sulla fotografia qui sotto ed augurare: “buon ascolto”.

...tanto per passare il tempo

4 comments Sabato 21 Giugno 2008

Un leone sudamericano

Leo Matiz

Alla galleria Cà di Frà di Milano arriva oggi una selezione di opere del fotografo colombiano Leo Matiz.
Leo nacque nel 1917 in Colombia ad Aracataca, la città che Gabriel García Marquéz, nato dieci anni dopo, avrebbe trasformato nell’immaginaria Macondo del suo romanzo “Cent’anni di solitudine”.
Dopo le prime esperienze nel disegno artistico, trova nella fotografia il mezzo che verso la fine degli anni ‘40 lo porterà ad essere riconosciuto come uno dei fotografi più importanti del secolo. La tradizione della fotografia sociale colombiana nasce con lui. Leo tuttavia non si limita a fotografare il suo paese, ma viaggia nell’America Latina riportando immagini fortemente improntate dalla grande vitalità sudamericana espressa nei volti delle persone e nell’operosità di un’umanità costantemente in lotta per una vita migliore.

Pur immerso nel clima culturale internazionale della sua epoca, riesce a sfuggire ai cliché più retorici consegnando al tempo osservazioni spogliate da ogni giudizio moralisteggiante o ideologico. In questo senso l’opera di Leo Matiz, scomparso nel 1998, continua a parlarci di un mondo di sensibilità e fascinazioni indissolubilmente mescolato a questa esperienza irripetibile che chiamiamo vita.


LEO MATIZ
Inaugurazione: 19 giugno, ore 18:00 – 21:00
Periodo: 20 Giugno – 25 luglio 2008
Sede: Galleria CÀ DI FRÀ, Via Carlo Farini 2, Milano
Tel.: +39 02 29002108
Orario: lunedì-venerdi’ 10.00-13.00 / 15.00-19.00; sabato su appuntamento

3 comments Giovedì 19 Giugno 2008

Rosso Birmano

Un nuovo autore arriva su LUIGI WALKER.
Si tratta di Luca Forno di Genova. Il lavoro con cui si presenta ai lettori di questo blog è tratto dalle sue esperienze in Birmania.
Per vederlo, basta cliccare sulla fotografia qui sotto.

©2007 Luca Forno

Giovedì 12 Giugno 2008


 

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