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Ritrovarsi a Torino

Milan l'è un Gran Milan

Questa qui sopra è l’unica fotografia di Milano che ho scattato ieri. L’ho realizzata in stazione subito prima di prendere il regionale del ritorno. Un piccolo souvenir.

La metropoli ambrosiana mi ha accolto nel suo vestito “grigio fumo” più caratteristico. All’inizio della camminata vagante dalla Centrale alla Triennale, ho visto diverse gru al lavoro per i nuovi edifici dell’Expo 2015. Non si perde davvero tempo qui. Dopo una breve sosta per riabbracciare un caro amico, sono stato persino raggiunto da un unico timido raggio di sole, in stile Miracolo a Milano. Alla fine del vario gironzolare, una fitta, ma gradevole, pioggerellina di questo autunno fuori stagione mi ha infine tenuto compagnia attraverso il Parco Sempione fino alla sede dell’incontro.

©2008 Mariella Guerra

Il convegno è andato proprio bene. In sala la mia compagna e mio fratello fornivano il loro insostituibile supporto. Tra gli intervenuti c’erano anche alcuni amici fotografi, non solo di Milano, che ringrazio ancora della loro affettuosa presenza.

Sentir parlare il prof. Giampaolo Nuvolati della figura del flâneur è stata un’esperienza davvero formativa. Come mi era già capitato leggendo il suo libro, ho ritrovato nella sua relazione molti aspetti del mio agire, fino a questi ultimi tempi praticato per pura e semplice intima convinzione. Ora finalmente sento di poter lavorare all’interno di un quadro teorico definito e convincente. Anche la relazione del prof. Duccio Demetrio mi ha suggerito nuove profondità, legate all’essenza stessa del camminare come prima ed insostituibile esperienza vitale.

©2008 Mariella Guerra

In ultimo, prendo atto con soddisfazione che la videoproiezione di una scelta d’immagini dalle mie serie fotografiche Scene di passaggio (Soap Opera) e Olimpia, ha riscosso un vivo interesse tra i presenti.

Durante il ritorno in treno è poi giunta notizia che gli Azzurri avevano vissuto l’avverarsi dell’ennesimo “miracolo” calcistico nazionale. Non c’entra niente, lo so, ma fa un effetto piacevole.

2 comments Mercoledì 18 Giugno 2008

Perdersi a Milano

Domani vado a Milano.
Ci vado ogni volta che posso, da sempre, per tuffarmi in un ambiente urbano così diverso dalla “città quadrata” in cui sono nato e vivo.

Augusta Taurinorum

Di Milano mi affascina la molteplicità caotica della sua urbanistica, che riflette perfettamente la entropica volontà collettiva di lavorare e prosperare: “ognuno per sé e la Madunina per tutti!”. Come torinese, godo poi del grande privilegio di potermici perdere con la massima facilità. Qui nel Castrum Taurinensis per tornare al punto di partenza è sufficiente girare sempre a destra o sempre a sinistra. Applicare questa elementare regoletta a Milano significa invece finire chissà dove!

Cartina del centro di Milano

Da bravo vagabondo urbano non posso quindi farmi sfuggire un simile divertimento. Anche domani andrò dove devo andare per vie nuove e sconosciute. Niente auto, metropolitana e mezzi, né cartine. Solo un indirizzo che sembra quello di un panettone: viale Alemagna, 6. Altro riferimento milanesissimo: Cadorna. Qui il generale responsabile della morte inutile di tanti italiani si riabilita con un “MM” e diventa responsabile del movimento utile di tanti milanesi.

MM mappa

Cosa vado a fare domani a Milano, oltre che a perdermici? Di solito visito mostre, di fotografia of course, e incontro amici, non solo milanesi. Domani però sarà un giorno speciale. Questa grande città non finisce di riservarmi sorrisi. Dopo avermi dato per prima in assoluto l’opportunità di esporre la serie OLIMPIA, nella sede dell’Associazione Pol!femo alla Fabbrica del Vapore, ed aver visto la prima videopresentazione al di fuori di Torino della stessa serie , presso la libreria Micamera, ora mi consente di presentare il mio lavoro nell’ambito di un convegno alla Triennale Architettura.

Devo questa opportunità al prof. Giampaolo Nuvolati, autore di un saggio che per me è stato illuminante: “Lo sguardo vagabondo – il flâneur e la città da Baudelaire ai postmoderni“. Nella sua visione della flânerie come modalità quanto mai attuale di indagine sulla complessità contemporanea, ho ritrovato il senso profondo del mio agire. Domani quindi, sarà particolarmente interessante trovarsi insieme a scambiare pensieri e “guardare le figure” che vado portando dalle mie scorribande verso l’ignoto quotidiano.

Copertina del saggio di Giampaolo Nuvolati

7 comments Lunedì 16 Giugno 2008


 

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