Giandomenico Marini – This is not Rome.

martedì 11 marzo 2008 at 21:40

(estratto dal testo di presentazione)

È un paradosso (come la pipa di Magritte) perché questa è Roma.

Nel 1901 Roma contava 422.000 abitanti. Oggi quelli ufficiali sono quasi tre milioni, ma non tutti quelli che ci vivono sono ufficiali.

Prima arrivammo da tutte le regioni d’Italia. Le balie e le donne di servizio erano ciociare, i pizzettari napoletani. Ora i pizzettari sono egiziani e le donne di servizio filippine. E tutti noi che arrivammo, fatalmente dopo un po’ ci sentimmo romani.

In queste fotografie c’è una Roma che i romani non frequentano, anche se tutti quelli che la frequentano si sentono romani. Ecco: il paradosso è esattamente questo! È un work in progress, ma prima o poi riuscirò a rendere omaggio a questa città che, con amore, mi ha accolto da adolescente e poi nutrito da adulto.

Giandomenico Marini
11 marzo 2008

 

Giocatori di Carrom a Piazza Vittorio. Il Carrom è un antichissimo gioco indoeuropeo diffuso dal medioriete alla cina. Che io ne sappia nessuno in italia gioca il Carrom. Forse però qualcuno gioca la versione commerciale svizzera, detta Carambol, e magari è pure convinto che sono stati gli svizzeri ad inventare questo gioco.

Bambini indiani giocano a cricket nei giardini di Piazza Vittorio. Personalmente le regole del cricket non le ho mai capite, ma se ci giocano anche i bambini non deve essere una cosa troppo complicata.

Centro Sociale di Via Casalbruciato. Serata di musica sudamericana con il gruppo Deseo (Ecuador).

Centro Sociale di Via Casalbruciato. Serata di musica sudamericana con il gruppo Deseo.

Centro Sociale di Via Casalbruciato, il gruppo Deseo. E’ indiscutibile: il mito della bellezza latina ha solide basi.

Parrucchiere etnico non di tendenza nella zona di Via Cavour. Quelli etnici e di tendenza non sono frequentati dagli extracomunitari: costano troppo.

Domenica pomeriggio a Colle Oppio. Si gioca a calcio, si mangia ceviche de camarones e fritada. Si beve birra, tanta birra.

Lui è curdo e lei marocchina. Si sono conosciuti a Roma. La domenica la passano a Colle Oppio a guardare le partite di calcio del campionato sudamericano.

Domenica pomeriggio in gita a Piazza Navona: è come prendere un aereo ed attraversare il mondo. Per fortuna si fa in dieci minuti di autobus da Termini.

Ferragosto sul terrazzo. Però con piscina regolamentare e fotoricordo di rito.

Festeggiamenti per il capodanno cinese a Piazza Vittorio. Tranquilli: è solo una festa, non un film di John Woo.

I sudamericani lo chiamano “locutorio”. In genere è gestito da nordafricani, cingalesi o indiani. Qui si parla con casa, si inviano soldi e si cerca l’amore su Internet. Spesso si vendono anche yucca, riso indiano e magliette di Totti.

MAS, Magazzini Allo Statuto, angolo Piazza Vittorio. Una T-Shirt costa 50 centesimi ed un paio di scarpe 10 euro. Se davvero vuoi viaggiare entra dentro MAS e stai fermo: sarà il mondo a passarti davanti.

Stazione Termini. Qui tutto comincia e, spesso, tutto finisce.

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Francesco Cianciotta – Transiti. Irene Rubiano – Africa Paradise.


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