Italia vs Romania

domenica 15 giugno 2008 at 10:18 8 commenti

Venerdì scorso mi sono accomodato negli Europei di calcio.
Prima di godermi in buona compagnia la gioiosa vittoria sui “Bleu” della sempre più spumeggiante Olanda di Van Basten, avevo deciso di martoriarmi in solitudine con la partita rumena dell’Italia, dal vago retrogusto tardoimperiale.
Giusto per non morir d’ansia, ho deciso anche in questo caso d’interagire attivamente. Stavolta, ho puntato una compatta digitale verso il televisore ed ho scattato ogni qual volta ne ho sentito l’impulso.
Dalla selezione di quanto ripreso, ho poi tratto la sequenza cronologica che si può vedere cliccando sulla fotografia qui sotto.

Italia vs Romania ©2008 Fulvio Bortolozzo

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Il limite dello sguardo Perdersi a Milano

8 commenti

  • 1. Gioia  |  lunedì 16 giugno 2008 alle 21:14

    San Buffon..è un mitoo..è grazie lui ke l’ITALIA spera ankora..e qst ITALIA campione del mondo..nn molla mai..FORZA RAGAZZI

  • 2. luigiwalker  |  martedì 17 giugno 2008 alle 9:31

    Massì, speriamo che gli Azzurri facciano i turchi.
    In fondo, come si dice: “stessa faccia, stessa razza” 😉

  • 3. Dan-X  |  mercoledì 2 luglio 2008 alle 23:19

    Buffon, il tipo in scivolata e il pallone che corre da solo sono le migliori!!

  • 4. luigiwalker  |  giovedì 3 luglio 2008 alle 9:35

    Ti ringrazio del commento Dan-X 🙂

  • 5. giorgio  |  giovedì 3 luglio 2008 alle 19:35

    Queste immagini mi sconcertano un pò, dopo aver letto il post su Holga e… mi viene da pensare che diventare artista sia, almeno hai giorni nostri, una vera sfida, internet ed i blog sono una gran bella rivoluzione ma portano a velocizzare tutto ed a volte a ritenere valide alcune immagini che col tempo … Per quel che mi riguarda cerco di rimanere fedele ad Antonioni che in deserto rosso si chiede cosa deve guardare, come deve vivere e la risposta che ci dona è in fondo sono la stessa cosa …
    buon lavoro.
    Giorgio

  • 6. luigiwalker  |  venerdì 4 luglio 2008 alle 9:23

    Grazie Giorgio per l’attenzione e per gli stimoli di riflessione che porti. Mi piacerebbe però che mi spiegassi la motivazione del tuo sconcerto e perché metti in relazione queste fotografie con il post sulla Holga.
    Per quanto riguarda Antonioni, posso solo dirti che lo sento come un autore molto vicino alla mia sensibilità.

    In ultimo una nota. Non penso che si possa “diventare” artisti, né ora né mai. Semmai possiamo porci il problema del “fare fotografia” oggi. A valutare il fare penseranno poi coloro che verranno a contatto con le opere. Saranno quindi le persone che ritroveranno parti di loro stesse nel nostro lavoro a pensarlo come “opera d’arte” e, di conseguenza, a considerare “artista” chi le ha realizzate. Persone, bada bene, che potrebbero anche non essere ancora nate nell’epoca in cui l’opera è stata fatta e resa pubblica.
    Il resto è mercato.

    Buon lavoro anche a te.

  • 7. giorgio  |  venerdì 4 luglio 2008 alle 10:23

    Il paragone con la Holga è, a mio avviso, pertinente perché guardando queste foto non riesco a trovare una motivazione per cui debbano essere pubblicate su un sito di fotografia contemporanea anche se scattate con le migliori intenzioni e non trovo nessuna differenza tra una immagine fatta con la Holga e un lavoro di questo tipo, le frasi del tipo “…ed ho scattato ogni qual volta ne ho sentito l’impulso…” si sentoni dire spesso dagli “artisti” che commerciano immagini. Per quel che mi riguarda scattare delle immagini, stamparle e mostrarle ha senso solo se raccontano di qualcosa che è altro da noi ma al contempo è dentro di noi, il resto non ha grande valore, se non commerciale, e il tempo lo renderà vecchio e noioso.

  • 8. luigiwalker  |  venerdì 4 luglio 2008 alle 10:55

    Vedi Giorgio,
    forse non trovi la motivazione perché non ti è presente il contesto di riferimento. Questo è un blog personale, non un sito. In genere, i blog sono dei diari aperti al pubblico, quindi anche a te. Nei diari non puoi pensare di trovare le versioni “ufficiali” dei loro autori. Troverai invece pensieri più o meno indefiniti, immagini incerte, lavorio mentale, voli di fantasia, cretinate… Insomma sono terreni di libertà. Rinunciare a sperimentare significherebbe cristallizzarsi nell’idea che gli altri hanno di te. Farlo pubblicamente, a mio parere, serve ad evitare che ciò accada anche nell’opinione altrui.
    Ben diverso è invece fare delle opere, scrivere una presentazione articolata, appenderle in una galleria d’arte e metterle in vendita.

    Per quanto riguarda il tempo come supremo giudice siamo invece pienamente d’accordo.

    E tu? Che fotografi di bello?


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