Archive for lunedì 16 giugno 2008

Perdersi a Milano

Domani vado a Milano.
Ci vado ogni volta che posso, da sempre, per tuffarmi in un ambiente urbano così diverso dalla “città quadrata” in cui sono nato e vivo.

Augusta Taurinorum

Di Milano mi affascina la molteplicità caotica della sua urbanistica, che riflette perfettamente la entropica volontà collettiva di lavorare e prosperare: “ognuno per sé e la Madunina per tutti!”. Come torinese, godo poi del grande privilegio di potermici perdere con la massima facilità. Qui nel Castrum Taurinensis per tornare al punto di partenza è sufficiente girare sempre a destra o sempre a sinistra. Applicare questa elementare regoletta a Milano significa invece finire chissà dove!

Cartina del centro di Milano

Da bravo vagabondo urbano non posso quindi farmi sfuggire un simile divertimento. Anche domani andrò dove devo andare per vie nuove e sconosciute. Niente auto, metropolitana e mezzi, né cartine. Solo un indirizzo che sembra quello di un panettone: viale Alemagna, 6. Altro riferimento milanesissimo: Cadorna. Qui il generale responsabile della morte inutile di tanti italiani si riabilita con un “MM” e diventa responsabile del movimento utile di tanti milanesi.

MM mappa

Cosa vado a fare domani a Milano, oltre che a perdermici? Di solito visito mostre, di fotografia of course, e incontro amici, non solo milanesi. Domani però sarà un giorno speciale. Questa grande città non finisce di riservarmi sorrisi. Dopo avermi dato per prima in assoluto l’opportunità di esporre la serie OLIMPIA, nella sede dell’Associazione Pol!femo alla Fabbrica del Vapore, ed aver visto la prima videopresentazione al di fuori di Torino della stessa serie , presso la libreria Micamera, ora mi consente di presentare il mio lavoro nell’ambito di un convegno alla Triennale Architettura.

Devo questa opportunità al prof. Giampaolo Nuvolati, autore di un saggio che per me è stato illuminante: “Lo sguardo vagabondo – il flâneur e la città da Baudelaire ai postmoderni“. Nella sua visione della flânerie come modalità quanto mai attuale di indagine sulla complessità contemporanea, ho ritrovato il senso profondo del mio agire. Domani quindi, sarà particolarmente interessante trovarsi insieme a scambiare pensieri e “guardare le figure” che vado portando dalle mie scorribande verso l’ignoto quotidiano.

Copertina del saggio di Giampaolo Nuvolati

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lunedì 16 giugno 2008 at 11:12 7 commenti


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