Ritrovarsi a Torino

mercoledì 18 giugno 2008 at 10:02 2 commenti

La metropoli ambrosiana mi ha accolto nel suo vestito “grigio fumo” più caratteristico. All’inizio della camminata vagante dalla Centrale alla Triennale, ho visto diverse gru al lavoro per i nuovi edifici dell’Expo 2015. Non si perde davvero tempo qui. Dopo una breve sosta per riabbracciare un caro amico, sono stato persino raggiunto da un unico timido raggio di sole, in stile Miracolo a Milano. Alla fine del vario gironzolare, una fitta, ma gradevole, pioggerellina di questo autunno fuori stagione mi ha infine tenuto compagnia attraverso il Parco Sempione fino alla sede dell’incontro.

©2008 Mariella Guerra

Il convegno è andato proprio bene. In sala la mia compagna e mio fratello fornivano il loro insostituibile supporto. Tra gli intervenuti c’erano anche alcuni amici fotografi, non solo di Milano, che ringrazio ancora della loro affettuosa presenza.

Sentir parlare il prof. Giampaolo Nuvolati della figura del flâneur è stata un’esperienza davvero formativa. Come mi era già capitato leggendo il suo libro, ho ritrovato nella sua relazione molti aspetti del mio agire, fino a questi ultimi tempi praticato per pura e semplice intima convinzione. Ora finalmente sento di poter lavorare all’interno di un quadro teorico definito e convincente. Anche la relazione del prof. Duccio Demetrio mi ha suggerito nuove profondità, legate all’essenza stessa del camminare come prima ed insostituibile esperienza vitale.

©2008 Mariella Guerra

In ultimo, prendo atto con soddisfazione che la videoproiezione di una scelta d’immagini dalle mie serie fotografiche Scene di passaggio (Soap Opera) e Olimpia, ha riscosso un vivo interesse tra i presenti.

Durante il ritorno in treno è poi giunta notizia che gli Azzurri avevano vissuto l’avverarsi dell’ennesimo “miracolo” calcistico nazionale. Non c’entra niente, lo so, ma fa un effetto piacevole.

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Perdersi a Milano Un leone sudamericano

2 commenti

  • 1. giovanna gammarota  |  mercoledì 18 giugno 2008 alle 16:22

    Caro Fulvio, anche io posso certamente considerarmi una camminatrice, tanto più che non sapendo andare in bicicletta e non sapendo nemmeno guidare, ciò che mi rimane sono i piedi! Da tempo poi ho sviluppato la capacità di osservare attraverso il senso della vista, accompagnando la visione con il pensiero. Ergo, stando alla definizione fatta ier sera da Giampaolo Nuvolati, posso dire di appartenere pienamente alla categoria del flaneur, vale a dire colui che all’atto del camminare associa il cervello e l’osservazione visiva. Inoltre mi piace farmi trascinare dagli imprevisti del momento, percorrendo strade poco frequentate nelle quali solitamente mi imbatto per caso finendo sempre con il … perdermi! Ad ogni modo: Convegno senz’altro interessante nel tema che però, a mio avviso, potrebbe essere sviluppato molto meglio e in un contesto forse meno formale, seppur prestigioso, della Triennale di Milano, ma comunque bene! E’ un argomento che bisognerebbe approfondire con proposte culturali che coinvolgano più gente possibile, anche se si parla di esseri solitari che però, a mio avviso, lo sono fino a un certo punto. Mi pare che la figura del flaneur, in qualche modo, tenda anche a essere osservato oltre che a osservare: egli è un elemento della città stessa, perfettamente amalgamento con essa e al tempo stesso unico.
    A proposito di camminatori: è di oggi la notizia della scomparsa di Mario Rigoni Stern, uno che del camminare ha veramente fatto una filosofia di vita (per citare Duccio Demetrio!) anche se al posto della città, nel suo peregrinare, ci sono stati i magnifici boschi dell’Atipiano di Asiago. E’ un autore che amo molto proprio per la sua capacità di camminare osservando in particolare la natura e accompagnando il cammino con profondi pensieri di memoria. Dalla sua penna sono scaturiti alcuni dei libri più belli che abbia mai letto: di una semplicità disarmante eppure estremamente ricchi. Arrivederci Mario! E un caloroso saluto anche a te, caro Fulvio. Alla prossima.

  • 2. luigiwalker  |  mercoledì 18 giugno 2008 alle 18:01

    Grazie Giovanna per aver partecipato al convegno e per questo tuo intenso commento.
    Sono contento che l’iniziativa abbia messo in movimento pensieri ed emozioni. Non potrà che essere molto positivo per tutto ciò che ne scaturirà in ognuno dei presenti.

    Mi associo al tuo ricordo di Mario Rigoni Stern, al quale mi legano ricordi di letture che furono essenziali per allontanare dalla mia giovane mente l’idea della guerra come una soluzione davvero praticabile.

    Ti abbraccio Giovanna e a presto!


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