Posts filed under ‘Cinema’

Niente è come sembra

Sabato scorso ho assistito all’anteprima di Niente è come sembra, l’ultimo film di Franco Battiato.
L’autore era presente e, con la sua solita splendida ironia, ha detto qualcosa sul recente rapporto con il cinema. Tra le altre interessanti riflessioni una mi ha colpito in modo particolare: “non esistono regole”. Una “regola” quest’ultima che da tempo ho assunto come l’unica mia fondamentale.

Così, nonostante quella sera avessi in animo di raccogliere qualche spunto per scrivere poi un post corredato da un paio di foto, sentii l’urgenza di interagire attivamente con l’opera di Battiato. In modo del tutto compulsivo, mi ritrovai a seguire la proiezione del film scattando fotografie di ciò che mi attraeva sullo schermo. Un’esperienza nuova.

Cliccando sul “fotogramma” qui sotto , si può quindi “leggere” il post visivo-cronologico che ne è venuto fuori.

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lunedì 9 giugno 2008 at 11:57 4 commenti

Cento passi nella meglio pazzia

Osvaldo fotografa Luisa

Ieri ho visto Sangue pazzo di Marco Tullio Giordana.

Non sto a perdere tempo nel riassumere la trama e nel commentare la gran bella prova degli attori (inclusa la troppo spesso sottovalutata Monica Bellucci).

Voglio invece dire qualcosa sulla “confezione visiva” del film. Mi spiego: Giordana è un regista italiano dal quale traggo pensieri, emozioni e stimoli etici, come non mi accadeva dagli anni ’70. Dopo essermi sentito più che coinvolto da I cento passi ed aver ritrovato un cinema all’altezza del Novecento di Bertolucci ne La meglio gioventù, con Sangue pazzo mi conferma d’essere un valore forte e sicuro del panorama cinematografico internazionale. Devo però rilevare, in quest’ultimo suo pur eccellente lavoro, un approccio stilistico agli anni ’40 che non mi pare del tutto risolto.

Durante il film mi sono difatti sorpreso ad “uscirne” più volte per fare, tra me e me, considerazioni, certo ammirate, su alcuni aspetti scenografici. Tanto per cominciare le luci sono curate a tal punto da dare la sensazione di ritrovarsi di fronte ad una ben più costosa produzione hollywoodiana. Anche la ricostruzione dei luoghi è davvero impeccabile. Non solo gli ambienti poi, ma persino il più fugace veicolo o divisa sono fedelmente descritti. Roba quest’ultima da conoscitori raffinati o specialisti del modellismo storico-militare. Il tutto però mi ha ricordato certe suggestioni delle fotografie di Paolo Ventura.

©Paolo Ventura dalla serie

Ventura ricostruisce meticolosamente in miniatura le scene che fotografa. Il sapore che ne viene alle immagini è davvero inquietante. Un misto di deja vu e finzione che gioca con il nostro inconscio collettivo.

Non penso che Giordana avesse questo in mente quando accoglieva quel tipo di impianto visuale per il suo film. A meno che, il discorso sulle “controfigure” fatto fare da Osvaldo a Vero (nome quest’ultimo rigorosamente storico, ma quanto mai curioso…) mentre il camion viaggiava verso la morte dei due amanti, non si possa estendere a tutto l’impianto scenico.

http://www.jollyrogerxxx.it/sanguepazzo.htm

Questa possibilità suggestiva è in fondo avvalorata anche dalla scelta di stilizzare l’inizio e la fine del film con un bianco e nero dal sapore rosselliniano. Tra l’altro, detto en passant, proprio all’inizio del film si vede una zona industriale ripresa da un punto di vista che fa venire in mente il primo Gabriele Basilico.

In ogni caso, ai miei occhi, simili scelte, per quanto frutto di encomiabile professionalità, diminuiscono la forza dell’intera opera. Al punto che mi impediscono di “entrare” nel film con quella completa partecipazione auspicata dal grande André Bazin. Anzi, riconosco che solo una sceneggiatura davvero attenta e la recitazione di alto livello offerta da tutti gli attori, Zingaretti e Boni in testa, consentono a “Sangue pazzo” di essere un lavoro importante per la filmografia di Giordana e significativo per la nostra tradizione cinematografica.

Forse, l’aver imparato “troppo bene” come si ricostruisce un periodo storico, testimonia della capacità dei professionisti e della bontà delle scuole che li formano, ma non è “l’arma più forte” per far avanzare un regista, anche di un solo fotogramma, lungo la strada che dai “film” porta al cinema.

martedì 3 giugno 2008 at 14:07 4 commenti


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